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Prof. Maurizio Mesoraca

L’anno accademico 2016-17 dell’UPMED si annuncia straordinario per le attività che abbiamo programmato. In particolare quella didattica che la fanno distinguere da tutte le altre associazioni NO PROFIT. L’UPMED si presenta come un’Università per il popolo e si occupa principalmente dell’educazione degli adulti senza limiti d’età né di titoli di studio. Per quello che concerne l’attività culturale e sociale essa intende caratterizzarsi sui temi che riguardano i diritti umani e l’approfondimento di autori e temi della nostra Regione, a cominciare da quelli del Crotonese.

Su quest’ultimo aspetto, l’anno scorso abbiamo istituito il “Premio Marchesato di Crotone alla ricerca storico-sociale”, che quest’anno intendiamo consolidare. Il premio ha lo scopo di stimolare l’attività di ricerca e di studio del nostro territorio ed è specialmente rivolto ai giovani. I dettagli di tutta questa attività si possono trovare nel programma che presentiamo all'inizio di ogni anno accademico. Si vedrà che noi puntiamo sulla serietà e qualità della nostra offerta culturale. E ciò si evince, soprattutto, dal capitale umano che mettiamo in campo: professionisti di alto profilo culturale e umano, che hanno sposato la "causa", non il guadagno che non c'è. A cominciare dal Comitato Scientifico, agli insegnanti, ai collaboratori tutti, che mettono il loro impegno e la loro sensibilità al servizio di una "missione" che assumono solo le persone "speciali". Basta leggere i nomi e le loro storie personali per rendersene conto. Molti di questi intellettuali quest’anno terranno delle conferenze o presenteranno le loro ultime opere. Mi riferisco a P. Odifreddi, Nuccio Ordine e Pino Aprile. Tra il meglio della cultura italiana. Alle attività dell’UPMED si partecipa gratuitamente. Basta la tessera annuale di venti euro. Solo per alcuni corsi sono previsti modesti contributi per coprire le spese generali (fitto sede ecc.). L’obiettivo fondamentale della nostra Università è l’apprendimento permanente (Longlifelearning), consapevoli che non è mai troppo tardi ne’ troppo presto per imparare; che l’apprendimento dovrebbe durare tutta la vita, soprattutto in una società mondializzata e in continua trasformazione. Oggi, infatti, si è in una fase di grandi sconvolgimenti. Antiche certezze sono venute meno e il nuovo stenta ad affermarsi o presenta tante incognite. L'uomo sembra smarrito, confuso. Accanto all'arretratezza del terzo e quarto mondo sono entrati in crisi paesi come gli Stati Uniti e l'Europa, che fino a ieri sembravano i dominatori. Altri paesi irrompono sulla scena, quelli dell' area BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) e non solo. La verità è che è in crisi un assetto del mondo, un modello di sviluppo, una filosofia di vita. Possiamo lasciare ai mercati e ai "mercanti" la costruzione del nuovo mondo? O non è venuto il momento per tutti, a cominciare dal mondo della cultura, di passare dalla civiltà del benessere economico, delle disuguaglianze, ad un mondo più giusto, più equo, più solidale dove prevalgano gli interessi della comunità e non gli egoismi dei singoli? Un mondo che assuma i Sud come una grande risorsa e un’opportunità di crescita e non un peso, a cominciare dal Sud Italia che un recente rapporto dello SVIMEZ ha descritto a rischio desertificazione. Ciò vale per l’Italia nel suo assieme che presenta, purtroppo, una situazione tra le più preoccupanti tra i grandi Paesi. Pensiamo ad un mondo dove la crescita non si misuri solo in termini di PIL, ma di crescita sociale, culturale e di civiltà, dove contino di meno i “prodotti finanziari” e di più quelli legati alla terra e all’ingegno e siano, soprattutto, finalizzati a creare occupazione che non è solo lavoro, ma conquista fondamentale per la libertà e dignità dell’uomo. Che c'entra tutto questo con un'Università Popolare? Sì, c'entra, perché oggi bisogna cambiare il mondo per cambiare il nostro territorio e bisogna cambiare il nostro territorio per cambiare il mondo. L'interdipendenza è totale. In questo scenario gli strumenti della conoscenza sono fondamentali. La cultura e la ragione diventano vitali per aprire nuovi orizzonti. Per questo la nostra Università può essere un piccolo, grande strumento perché, attraverso la sua attività, in tanti assumano il sapere come impegno quotidiano per cambiare il mondo che ci circonda e noi stessi. Quest’anno presenteremo novità rilevanti che allargano la nostra offerta culturale e contribuiscono alla coesione sociale di Crotone e del Crotonese. Accanto al Premio “Marchesato di Crotone” per la ricerca Storico Sociale, i “quaderni del crotonese”, terremo delle conferenze con la presenza di P. Odifreddi, Pino Aprile e Nuccio Ordine ed un incontro su Enrico Mastracchi, fondatore della Camera del lavoro di Crotone. Nell’ambito delle lezioni di Storia Archeologia e Storia dell’arte” organizzeremo un Cineforum di films di autori calabresi o girati in Calabria. Tutto il programma quindi segue un filo conduttore: approfondire la conoscenza della Calabria, del Crotonese, elevare il livello culturale delle nostre popolazioni, favorire l’integrazione tra i popoli , sostenere la coesione sociale del nostro territorio, in un momento di grave crisi economico – sociale.

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