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Per gli amici che non hanno avuto la possibilità di leggerlo in passato, ma soprattutto per i tanti govani e giovanisismi che volessero accostarsi alle nostre antiche tradizioni e superstizioni ripropongo questo "saggio breve" sull' "affascinu", ovvero il malocchio, da non confondere con la "magaria" di cui parlerò uno di questi giorni. Buona lettura. 
C'è ancora qualcuno che crede nell' "affascinu" o che teme di essere affascinatu? Questa parola pare derivi dalla lingua catalana (fascinar) e abbia il significato di ammaliare. Gli spagnoli non si limitarono a imporci il loro malgoverno; ci "regalarono" anche le loro superstizioni che si aggiunsero a quelle, non poche, di origine greca o magno greca. Fino a un cinquantina di anni fa la stragrande maggioranza della popolazione locale credeva ancora che si potesse gettare il malocchio su qualcuno anche involontariamente, non solo con intenzionalità.

Bastava, ad esempio, gioire della fortuna o del successo di qualcuno per "affascinarlo" per cui succedeva a volte che anche un complimento, una compartecipazione sincera a una gioia finiva per procurarti un'antipatia (se non una inimicizia) da parte della persona lodata perché, appena gli capitava un piccolo fastidio attribuiva la colpa al malocchio che gli avevi gettato addosso gioiendo della sua precedente fortuna. A quel punto la "vittima" del malocchio, ritenendo di essere stata probabilmente affascinata, si rivolgeva a una delle decine di esperte disseminate per il paese che, al pari di quelle che " jìanu cu' li morti " (eccone una di origine greca) ossia le indovine che conocevano il futuro grazie al fatto che bazzicavano i morti che glielo rivelavano. Queste donne erano sempre pronte a dare una mano al prossimo. Ovviamente per spascinare, cioè togliere il malocchio, bisognava prima accertarsi che la persona fosse stata colpita davvero dalla jettauira, ma questa era una pura formalità quasi sempre inutile, dal momento che il cento per cento dei "pazienti" risultava sempre affascinatu. Quando ci si rivogeva all'esperta per essere spascinati, la megera chiedeva un fazzoletto pulito o un altro oggetto che apparteneva all'interessato e lo deponeva sul grembo. Poi iniziava a biascicare parole incomprensibili e si metteva ad "alare", cioè a sbadigliare in modo appariscente. Questa era la prova inoppugnabile che la persona che aveva di fronte era stata affascinata anche perchè, per un fenomeno che nessuno è mai riuscito a spiegare in modo convincente, quando vediamo una persona sbadigliare veniamo coinvolti anche noi e ci mettiamo a imitarla. Anche le vittime dell'affascino non sfuggivano a questa regola e sbadigliavano insieme alla maga che aveva gioco facile a convincerle di essere state effettivamente affascinate. Poi, finalmente, poneva fine alla commedia rassicurando il gonzo di turno della perfetta riuscita dell'operazione ricevendo come compenso un piccolo dono o , nella peggiore dell'ipotesi, la gratitudine e la soggezione del beneficiato. Intanto così alimentavano antipatie e inimicizia nei confronti degli ignari jettatori. Oggi sembrerebbe che l'affascinu sia sparito, almeno come lo concepivamo una volta e, con esso, anche le "spascinatrici." Però, dite la verità: superstizione o non superstizione, questi personaggi pittoreschi non ci mancano un po'?

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